 |
|
Portare in scena “La strada” pone sicuramente l’inevitabile domanda di come uscire dal confronto con uno dei più grandi capolavori della cinematografia internazionale. La risposta è stata trovata proprio nell’adattamento teatrale scritto anni fa da Bernardino Zapponi e Tullio Pinelli (quest’ultimo collaboratore alla sceneggiatura con Federico Fellini e Ennio Flaiano) che, pur restituendo la trama e i dialoghi del film, inventa qualcosa di nuovo, squisitamente teatrale, spostandosi in una dimensione poetica che va oltre la sfera realistica del film e ci porta altrove. A questo è stata aggiunta la costruzione di una tessitura musicale e canora che accompagnerà l’intero spettacolo, conferendogli quel taglio epico necessario per approdare a una qualche riflessione. La poetica dello spettacolo sarà centrata, da una parte, sul rapporto - o meglio sull’impossibilità di un rapporto - tra Zampanò e Gelsomina, sulla loro difficoltà insormontabile di ascoltarsi, e dall’altra, sul mondo in cui essi si muovono - la “strada” appunto - in mezzo a persone che forse hanno in comune solo la ricerca disperata del sostentamento. Come nel film il collante resterà il Circo, sebbene qui assumerà una valenza narrativa diversa, forse un po’ meno naif, a servizio di una messa in scena che si propone di mostrare, anche con una certa violenza, la tragedia quotidiana di un’umanità degradata e marginale, che potrebbe essere meno lontana da noi di quanto pensiamo. Accanto a Massimo Venturiello che assumerà le sembianze del rozzo saltimbanco Zampanò, e alla sperduta e tenerissima Gelsomina di Tosca, ci sarà un affiatato gruppo di attori sotto la direzione attenta dello stesso Massimo Venturiello che, insieme a Nicola Fano, ha scritto anche i testi delle canzoni. Grande rilevanza nello spettacolo risultano avere le musiche originali di Germano Mazzocchetti, le suggestive scene di Alessandro Chiti e i coloratissimi costumi di Sabrina Chiocchio. Guarda il video
|