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Dopo aver recitato commedie di Michael Frayn, di Francis Veber, di Alan Ayckbourn, di Joe Orton, di Georges Feydeau e di Anton Cechov oggi, a quattordici anni di distanza dalla “Strana coppia”, Andrea Brambilla e Nino Formicola tornano a Neil Simon con una delle sue pièces più esilaranti. “Rumors”, che in italiano vuol dire “pettegolezzi” e non come si potrebbe pensare “rumori”, è stato scritto venti anni fa, e come quasi tutti i testi di Simon conserva nel tempo un plot assolutamente attuale. L’azione si svolge nella lussuosa casa del vicesindaco di New York e consorte dove dovrebbe tenersi la festa di anniversario di matrimonio dei padroni di casa. Ma il party non avverrà per l’assenza dei due festeggiati: il vicesindaco rintanato nella sua camera da letto ferito ad un orecchio da un proiettile e la moglie introvabile. Mentre gli invitati cercano di scoprire cosa è successo senza far trapelare l’accaduto, le cose si complicano con l’arrivo di due poliziotti che stanno indagando su altri fatti accaduti nel quartiere. Nel corso della farsa si sprecano, appunto, i pettegolezzi del titolo. “Rumors” è un comico affresco sull’alta borghesia newyorkese, fatua e pettegola. In questa pièce Simon abbandona il suo ruolo di osservatore preciso e graffiante delle nevrosi metropolitane per accompagnare il pubblico in un grottesco e paradossale viaggio all’interno della farsa. Farsa che, come spiega Simon, non concede rallentamenti. Il risultato è uno spettacolo dai ritmi frenetici e dai dialoghi surreali, un crescendo spasmodico di porte che si aprono e si chiudono, di perbenismi che esplodono, di paure che si contagiano, di incidenti che dilagano. Uno spettacolo di satira sociale che ha una forza comica senza precedenti. I personaggi di “Rumors” sono personaggi da commedia che, però, devono affrontare avvenimenti e accadimenti da farsa. Per questo motivo è fondamentale per il regista Massimo Chiesa che gli attori, e di conseguenza i personaggi, credano sino in fondo a tutto ciò che accade intorno a loro affinchè anche il pubblico non abbia mai la sensazione di stare a vedere una storia non verosimile.
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