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Indovina chi viene a cena?

Joey, durante un soggiorno alle Hawaii, conosce un uomo di colore, il dottor John Prentice, se ne innamora e lo vuole sposare. Al suo ritorno , senza tanti preamboli, lo annuncia ai genitori. Il padre della ragazza è proprietario di un giornale di tendenze liberali, la madre possiede una galleria d’arte, l’ambiente è una stupenda casa che guarda la baia di San Francisco. Il promesso sposo è un medico molto importante con mille titoli accademici. Sanamente educata da genitori di vedute molto aperte, la ragazza è convinta di non trovare opposizione al suo matrimonio. In effetti, superato lo sbigottimento iniziale, la madre appoggia pienamente la sua decisione, ma il padre, avendo presenti le innumerevoli difficoltà a cui la coppia andrebbe incontro per i persistenti pregiudizi razziali di una parte degli americani, decide di negare il suo consenso alle nozze. Solo dopo un lungo colloquio con la figlia l’uomo si accorge del significato razzista della sua scelta e acconsente all’unione convincendosi di non avere alcun diritto di opporsi alla felicità di due persone che si amano, e che nel loro amore hanno già la forza per vincere l'incomprensione e i pregiudizi dell'ambiente. Ancor più decisa è l’opposizione dello stesso padre di Prentice, mentre approvano la madre e monsignor Mike Ryan, un sacerdote cattolico amico di famiglia.
“Indovina chi viene a cena” di William Arthur Rose è ricavato dall’omonimo film di successo di Stanley Kramer che ebbe come protagonisti Spencer Tracy (al suo ultimo film), Katharine Hepburn e Sidney Poitier. La pellicola fece la sua comparsa sugli schermi nel 1967 quando in America Martin Luther King e Bob Kennedy portavano avanti la loro campagna contro la discriminazione razziale. Se ne conosce una versione teatrale che Ernesto Calindri portò in scena nel 1991 con Liliana Feldmann e la regia del figlio Gabriele. Oggi Gianfranco D’Angelo e Ivana Monti sono i testimoni di questa spinosa vicenda, affiancati dalla giovane coppia composta da Timothy Martin ed Emanuela Trovato, con la partecipazione di Mario Scaletta. La regia è affidata a Patrick Rossi Gastaldi.

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