Dal 08 Febbraio 2011 al 27 Febbraio 2011

La Ciociara

Donatella Finocchiaro - Daniele Russo

di Annibale Ruccello
tratto dall'omonimo romanzo di Alberto Moravia

Dal capolavoro letterario e dal film di Vittorio De Sica che valse l’Oscar a Sophia Loren, Annibale Ruccello nel 1985 trasse la riduzione teatrale de “La Ciociara”, ricevendo il consenso entusiasta di Alberto Moravia. La sensibilità e la provata capacità di Roberta Torre, regista affermata di cinema, la restituisce oggi al teatro con intensa profondità e tutta la sua forza dirompente. È passata la guerra e anche la violenza che le ha trafitte: una madre e una figlia oggi stanno litigando per l’acquisto di un’automobile. Così inizia la storia: come se nulla fosse successo, nella Ciociara di Ruccello, ecco apparire per essere dominanti, i Fantasmi. Fantasmi della brama di avere, possedere oggetti di consumo semplici. Qui Cesira non è più quella madre sconvolta sul ciglio della strada polverosa a chiedere pietà per la sua povera figlia violata, Rosetta non è più quella che ha subito le mani estranee sul suo corpo di bambina: il fantasma di quella violenza si è tramutato in quotidiana banalità come se nulla fosse, l’ha cambiata per sempre in modo subdolo e silenzioso. È questa la vera violenza che nella scrittura di Ruccello ci proietta in un universo dell’orrore dove tutto viene dimenticato in cambio di una normalità apparente e inquietante.
La regia immagina dunque una messinscena che possa materializzare i ricordi e il passato, li traduca in immagini proiettate, chiudendoli in una scatola magica che molto ricorda una vera e propria proiezione da cinema. Pochi oggetti sulla scena e un mondo di proiezioni interiori e non solo: un viaggio dove ieri e oggi prendono forma e ci trascinano avanti e indietro nel tempo. Donatella Finocchiaro, che tante volte ha dato vita nel cinema ed in teatro a personaggi di potente carica emotiva, è Cesira, la Ciociara, mentre Daniele Russo è Michele, l’uomo del quale è innamorata, l’idealistapartigiano che morirà per salvare altre vite umane. I costumi sono di Mariano Tufano, vincitore tra l’altro del David di Donatello per quelli del film “Nuovo mondo” di Emanuele Crialese.